Risorgere ancora, araba fenice docet.

Se mi fermo ad osservare la mia vita, il sentiero che ho percorso finora è un continuo susseguirsi di esperienze straordinarie, lastricato di innumerevoli ostacoli e, nello stesso tempo, di tanti piccoli miracoli.

Ho sempre avuto la fortuna, o forse il merito, di aver avuto vicino a me, e di avere ancora, tantissime persone che mi vogliono bene.

Quando abbiamo iniziato la nostra avventura al Pomo d’oro, Maurizio ed io non ci saremmo mai aspettati un simile cambiamento nel tempo: dal “casoin del paese”, siamo approdati ad un’enoteca importante, ad un ristorante, ad un presidio di specialità alimentari frutto di ormai trent’anni di ricerca, di studi e di passione.

Quando finalmente pensavamo di essere arrivati, quando i nostri figli erano cresciuti e diventati indipendenti, quando finalmente sapevamo di poter lasciare le redini della nostra impresa a Valentina e al nostro Simone per concederci qualche piccolo meritato spazio solo per noi, Maurizio sene è andato….in punta di piedi, senza  disturbare nessuno, ha lasciato questo mondo, e io mi sono trovata spaesata senza più sapere cosa fare della mia vita e del lavoro. Ma poi, come sempre mi è successo, delle grandi persone mi hanno aiutato a rimettermi in piedi e a ricominciare.

I miei figli per primi, ma soprattutto Simone, il fratello che non ho mai avuto e che ha saputo mettersi alla guida del Pomo d’Oro facendo le veci di Maurizio in attesa che mi riprendessi.

E così è stato, dalle mie ceneri sono rinata per l’ennesima volta e per questo sono grata alla vita che mi ha regalato amici così speciali.

Ora, dopo quasi 4 anni e mezzo dalla dipartita di Maurizio, il Pomo d’Oro perde un altro dei suoi pilastri: anche Simone partirà, per proseguire la sua strada verso nuove e più prestigiose esperienze professionali.

Ho deciso di scrivere questo post per incoraggiare Simone ad andare, a seguire il suo cuore e, ricco del bagaglio che si è faticosamente costruito in questi anni di esperienza al Pomo d’oro, a correre serenamente  incontro alle grandi soddisfazioni che lo attendono e che si merita.

Ma scrivo anche per dirgli grazie, grazie, grazie per tutto quello che ha fatto per me e per la mia attività: la nostra amicizia rimarrà incrollabile nel tempo, Simone, e per me resterai sempre uno degli amici più importanti della mia vita.

Ed è così che l’enoiteca Pomo d’Oro, ancora una volta da brava araba fenice, riproverà di nuovo a risorgere dalle sue ceneri.

Buon viaggio, Simone! Che la vita ti sorrida sempre!

Letizia

 

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