Non è solo questione di naso

Se vi dicessi che è il più antico dei sistemi sensitivi e il più efficace dei sensi? Che attraverso questo organo non solo percepiamo i profumi e gli odori, ma evochiamo ricordi ed emozioni, stimoliamo la nostra immaginazione e persino i nostri sogni? E che ha pure a che fare con l’amore?

Mi divertono sempre le reazioni dei miei corsisti quando chiedo loro di scoprire se il mio copricellulare è di vera pelle, oppure se chi me l’ha venduto sta ancora ridendo alle mie spalle: sistematicamente me li vedo con gli occhi sgranati ad osservare da vicino le venature sulla superficie e le imperfezioni del colore, e poi guardarlo in controluce mentre i polpastrelli ne perlustrano ogni centimetro interno ed esterno, cuciture comprese. Solo raramente qualcuno lo avvicina subito al suo naso e, il tempo di una “sniffata”, mi conferma che ho fatto un ottimo acquisto!

Rispetto agli altri animali, per i quali l’olfatto rimane il senso più importante perché legato alla loro sopravvivenza, gli esseri umani tendono a trascurarlo, ormai “annebbiati” dall’uso improprio della vista. Tuttavia è un senso che ci consente di percepire la realtà in un modo, al tempo stesso, più immediato e più sottile, che si collega direttamente alle nostre emozioni più profonde. Tutto quanto viene percepito dal nostro olfatto, dalla nascita in avanti, entra a far parte dei nostri ricordi e, ogni qual volta uno di questi ricompare nella nostra vita, automaticamente, reagiamo come allora.

Un profumo che a me manca molto, e che allo stesso tempo mi intristisce quando lo percepisco, è il profumo del mare. Non potendo fare diversamente, da piccola mia mamma mi mandava sempre in colonia e quando si andava in spiaggia rimanevo ogni volta impressionata dall’immensità della distesa d’acqua che avevo di fronte e dallo straordinario profumo della salsedine. Nelle rare volte in cui vado al mare e riavverto quel profumo, ritorno senza volerlo a sentire dentro di me la tristezza che provavo a trovarmi da sola in colonia, in un posto in cui non volevo essere, circondata da amici ma lontana da chi amavo e mi amava di più. E avete presente il profumo dello strudel? Ogni volta mi ritrovo bambina, a osservare mia nonna che tirava la pasta a mano e poi lo affidava alla mitica cucina economica, da cui si sprigionava una fragranza di mela, cannella, uvetta, di una tale intensità che ora si fatica a risentire.

Il fatto è che le informazioni che arrivano dall’olfatto vengono elaborate dal nostro sistema limbico, che oltre a controllare le emozioni, gli stati d’animo e gli istinti, partecipa ai processi di memorizzazione. Ed è stato stimato che gli esseri umani riescono a individuare ben 10 mila categorie di odori differenti.

All’inizio dei miei corsi di educazione sensoriale, solitamente i partecipanti si preoccupano perché non sentono oppure non riconoscono i profumi. Ma l’olfatto non è solo questione di naso: aprendo la nostra mente e guardando la nostra vita da prospettive diverse, una nuova consapevolezza ci permetterà di scoprire e prendere coscienza di quanto l’olfatto ci guidi anche nelle nostre scelte quotidiane e nei nostri rapporti con gli altri.

Scopriremo allora perché siamo più bendisposti verso un cliente che indossa un profumo che ci piace, oppure perché ogni volta che entriamo in un determinato locale ne usciamo innervositi, malgrado il caffè sia ottimo e il servizio eccellente.

Questo e molto altro ancora avremo modo di imparare insieme, giocando e facendo esperienza nel corso di educazione sensoriale.

Ah, dimenticavo…cosa c’entra l’olfatto con l’amore? E’ stato dimostrato che a scatenare la tempesta emotiva dell’innamoramento è anche, in buona misura, la fragranza emessa dalla pelle della persona amata.

Per dirlo con le parole di una famosa canzone: “L’amore non è nel cuore, ma riconoscersi dall’odore” (E.Finardi).

A presto

Letizia

 

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