“Uva buona, vino buono” disse il saggio francese.

“Non bisogna fare niente perché il vino riesca bene”, parola di Jean-Bernard Larrieu, allievo ed erede spirituale di quel grande visionario che è stato Didier Dagueneau.
Ho conosciuto Jean-Bernard Larrieu qualche anno fa nella sua azienda Clos Lepeyre che si trova nella zona dello Jurancon, più o meno a 160 km da Bordeaux. E’ l’unica  zona, oltre all’Alsazia, che  può vantare l’appellazione di VT (Vendage Tardives).
A lungo dimenticata, questa zona gode di una posizione invidiabile a ridosso della catena pirenaica, con un clima oceanico e montano. Sono tre le valli disposte orizzontalmente e in quella centrale si trova questa meravigliosa chicca di cui ora vi parlo.
Arrivati in azienda è Jean Bernard ad accoglierci: la prima impressione è quella di uno sciamano laureato in enologia, che con calma e sicurezza ci introduce nel suo mondo attraverso lo splendido giardino della sua casa, circondato da fiori e vigneti da cui si staglia in tutta la sua grandezza la catena pirenaica.
Un paesaggio da fiaba. Jena Bernard possiede la collina “Chapelle de Rousse”  che confina a valle con il mitico” giardino di babilonia” proprietà di Didier  Dagueneau.
Qui si coltivano principalmente 4 vitigni: Gros Manseng, Petit Manseng, Corbu e Camaralet.
La sua proprietà si estende per soli 18 ettari, trattati con il massimo rispetto del territorio e dei principi del biologico e biodinamico. Tutto qui è  poesia e perfezione, e la vigna si sposa perfettamente con arbusti, fiori e piante che ne fanno un manifesto della biodiversità: il rispetto per la natura è così maniacale che anche un occhio profano ne  percepisce la perfezione.
La resa delle sue vigne non supera mai i 50 quintali ed i suoi vini esprimono perfettamente la cultura occitana della quale lui è un valido portabandiera.
Ci racconta che il suo MontuLan Blanc sec venne  premiato dalla “Revue du vin de France” per due anni  di seguito come  migliore vino naturale di Francia. Il terzo anno non inviò i campioni a concorso. Il motivo?  “Ero sul trattore a lavorare e me ne sono completamente dimenticato” è stata la sua risposta. In linea con il suo principio secondo il quale è dalla vigna e non dalla cantina che esce il vino buono!
Per tutte le  le spiegazioni sui suoi vini vi rimando come sempre al sito pomodorocucinainbottega.ti e vi aspetto numerosi al corso sulla Francia che presenteremo quest’anno con le prime 2 lezioni a novembre.
A presto
Letizia
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