In visita all’Azienda Fongaro con tacco 12…

Finalmente una mattina di sole radioso, che solo il mese di Ottobre ci sa regalare dopo averci inondato per giorni interi di pioggia battente. In viaggio per una delle mie solite scorribande, mi ostino ad  unire l’utile…all’utile (e sempre dilettevole) tentando di organizzare un incontro “on the road” con Matteo Lazzari.

“Ciao Letizia, dove sei?” mi chiede per l’ennesima volta.

In procinto di prendere l’autostrada a Montecchio Maggiore per tornare a casa, mi arriva la sua proposta: “Visto che sei in zona, perché non vai a visitare l’azienda Fongaro?”

Respiro profondamente. Sono molto stanca. E poi indosso un seriosissimo tallieur con scarpe tacco 12: mi vengono i brividi all’idea di andare per vigne agghindata in questo modo. Ma penso anche a Matteo Fongaro, con il quale ho lavorato per tanti anni prima che lasciasse la ditta per intraprendere nuove avventure, alla nostra amicizia e a quante volte mi aveva invitato a visitare l’azienda, sempre prontamente disilluso dai miei mille impegni. Pensieri che un po’ mi rattristano, che mi portano a riflettere sul valore del tempo, quello perso e quello che sembra non esserci mai, mentre nella mia testa inizia a risuonare il ritornello “chi ha tempo non aspetti tempo” e, senza quasi rendermene conto, al casello autostradale imbocco la direzione opposta a quella che mi avrebbe riportato a casa e mi lancio verso le colline veronesi.

Spiego tutto questo a Tanita, la giovane nuova padrona di casa che mi conquista subito con la dolcezza del suo sorriso, i suoi  stivali di gomma infangati e le sue mani, che rispecchiano la sua profonda passione per la terra e per il lavoro nella vigna. Vedo in lei una ragazza straordinaria,  che a 28 anni ha già ben chiaro cosa fare nella vita, ma soprattutto, come farlo bene.

E così eccomi per la prima volta a visitare l’Azienda Fongaro (è anche la prima volta in verità che visito un’azienda vinicola indossando tacchi a spillo…) mentre davanti ai miei occhi compare il Durello, questo straordinario Spumante Metodo Classico che caratterizza tutta la produzione aziendale della cantina. Situata  nel Parco Naturale Regionale della Lessinia, l’azienda ha scommesso sulla coltivazione della Durella, vitigno autoctono che produce un’uva che, per le sue straordinarie particolarità, è perfetta per creare un Metodo Classico stupendo.

Una vita dedicata solo a questo: al rispetto della terra ed alla sublimazione dei suoi frutti, in questa piccolissima fetta  della nostra splendida penisola.

 

Giunti al momento degli assaggi, racconto a Tanita del premio che nel 2014 mi ha incoronata “Ristoratore del Durello” e mi lascio sedurre da una serie di spumanti che, ognuno con caratteristiche diverse, hanno il potere di lasciarmi stupita. Subito inizio a pensare  alla versatilità di questo vino negli abbinamenti con il cibo: consiglio sicuramente i loro pas dosè, senza compromessi ma che accompagnano tutto, mentre la Riserva si accosta benissimo ad uno spezzatino di cinghiale.

Saluto Tanita, stupenda “ragazza di terra”, con in mente già la prossima serata che organizzerò per amici e clienti, pregustando lo stupore e la passione che riuscirò a suscitare in ognuno di loro. Ma anche  pregustando il mio immenso piacere nel rivedersi.. rivedervi.. rivederci tutti insieme.

A presto!

Letizia

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